Dunque, ci siamo arrivati. 16 febbraio 1919 – 16 Febbraio 2019. Cent’anni di storia di impresa, quattro generazioni al lavoro con passione, un secolo di ottimi prosciutti.

Un traguardo ambito, forse impensabile, che ci riempie di orgoglio.

Dai primi prosciutti lavorati durante i freddi inverni, sotto le austere volte delle cantine di Palazzo Zanella e venduti nell’antica salumeria di Piazza Vittorio Emanuele, alla realtà altrettanto impegnativa di oggi: una lunga storia di uomini, di idee e di dedizione.

Celebreremo questo anniversario con una mostra fotografica e documentale che vuole narrare questa storia, inserita nel contesto sociale del nostro territorio. Si terrà a Montagnana, a Palazzo Magnavin – Foratti detto Lombardesco, dal 17 al 26 Maggio 2019, in concomitanza con la grande manifestazione “Montagnana in Festa – Prosciutto Veneto DOP” che porterà in città decine di migliaia di persone.

Nel frattempo, ci siamo regalati il nuovo logo che ci accompagnerà significativamente verso il secondo secolo.

Ovviamente la nostra riconoscenza va a tantissime persone. Ad iniziare dal grande fondatore Attilio Fontana (1893-1970), ai suoi figli Angelo Luigi e Giovanni che hanno entusiasticamente continuato la sua opera, ai numerosi e carissimi Collaboratori che con sacrificio e fedeltà hanno dato per decenni e continuano a dare il loro tempo e le loro energie all’azienda; ai tanti Clienti che ci hanno onorato e ci gratificano tutt’oggi della loro preferenza e della loro costanza; ai Fornitori che hanno saputo sempre accogliere le nostre esigenze; a tutti i Collaboratori esterni; alle Autorità di ogni genere e livello che hanno consentito lo sviluppo costante dell’attività di impresa; alle Associazioni e agli Enti cui abbiamo aderito e con cui anche oggi condividiamo gli ideali, le aspettative e le speranze di sviluppo. Grazie di cuore a tutti, ma soprattutto a Chi, dall’alto, ci ha sempre tenuto una mano sulla testa.

Conclusa anche quest’anno “Montagnana in Festa – Prosciutto Veneto DOP”.  E’ stata una grande manifestazione. Al di là dei numeri, dal punto di vista professionale è stata la migliore edizione di sempre.

Grazie a tutti coloro, moltissimi e sempre di più, che hanno scelto ed apprezzato il nostro prosciutto. Grazie ai numerosi visitatori in azienda. Grazie agli organizzatori e a tutti, ma proprio tutti, quelli che, in qualsiasi modo ed a qualsiasi titolo, hanno collaborato alla perfetta riuscita dell’evento.

Arrivederci al prossimo anno. Vorremmo festeggiare assieme a voi il nostro primo centenario aziendale, 1919-2019.

Facendo riferimento alla circolare del Consorzio di Tutela del Prosciutto Veneto DOP, emessa ed inviata il 20 Aprile 2016 in tema di presentazione, etichettatura e denominazione del Prosciutto Veneto DOP, Attilio Fontana Prosciutti emette un allegato esemplificativo su quanto è obbligatorio citare nella presentazione del Prosciutto Veneto DOP e quanto è invece vietato, specie nel caso di prodotto non tutelato.

Nel caso di presentazione di PROSCIUTTO VENETO DOP è OBBLIGATORIO scrivere:

“PROSCIUTTO VENETO DOP”

Nel caso si voglia citare la zona di produzione si può indicare, SOLAMENTE IN QUESTA FORMA:

“PROSCIUTTO VENETO DOP PRODOTTO A MONTAGNANA DA PRODUTTORE RICONOSCIUTO”

Nel caso si voglia citare ANCHE il PRODUTTORE RICONOSCIUTO è consentito aggiungere, SOLAMENTE IN QUESTA FORMA:

“PROSCIUTTO VENETO DOP ATTILIO FONTANA”

Oppure

“PROSCIUTTO VENETO DOP PRODOTTO A MONTAGNANA DA ATTILIO FONTANA”

Nel caso, invece, di PROSCIUTTO NON TUTELATO (quindi NON DOP) E’ TASSATIVAMENTE VIETATO citare, IN QUALSIASI FORMA, il nome DI MONTAGNANA o quello di uno degli altri 14 COMUNI previsti dal Disciplinare di Produzione.   VIETATE, inoltre, TUTTE LE DENOMINAZIONI e FORME DI PRESENTAZIONE già indicate nella circolare del 20 Aprile 2016 tipo:

PROSCIUTTO DI MONTAGNANA

CRUDO DI MONTAGNANA

PROSCIUTTO CRUDO DOLCE DI MONTAGNANA

Nonché espressioni simili alle predette.

Siamo certi che, alla luce delle pesantissime sanzioni previste in caso di inadempienza alle suddette indicazioni, vorrete attenervi rigorosamente a quanto prescritto.

E’ noto che, per mantenere il nostro elevato standard produttivo, non possiamo vendere i nostri prosciutti con una stagionatura inferiore a 16/17 mesi.

La grande richiesta di queste ultime settimane ha di fatto esaurito tutte le scorte di prosciutti con adeguata stagionatura. Con dispiacere per chi non potrà essere accontentato, ma con grandissima soddisfazione professionale, comunichiamo che da stasera sospendiamo le consegne presso il punto vendita annesso al nostro stabilimento di Montagnana. Sono ovviamente salvaguardate le prenotazioni di prodotto effettuate nei giorni scorsi.

Per questo motivo invitiamo la gentile Clientela a prenotare, per l’omaggistica di ricorrenza, con congruo anticipo, magari già da fine ottobre. Riprenderemo con calma dopo l’Epifania.

Desideriamo ringraziare tutti i Clienti e gli estimatori del nostro prosciutto e del nostro lavoro per la consolidata fiducia ed amicizia che ci hanno dimostrato nel corso di tutto il 2017.

Auguriamo a tutti un felice Natale ed un nuovo anno pieno di salute, serenità e soddisfazioni.

Se non sai come rendere il tuo pensiero di Natale più apprezzato, Attilio Fontana Prosciutti ti propone una ghiotta idea. Un prodotto del territorio, raffinato e con alte prerogative salutistiche.

Una selezione di diverse pezzature del Prosciutto “Attilio Fontana Montagnana”, rigorosamente prodotto e stagionato nelle storiche cantine del nostro stabilimento di Via Campana.

Con una stagionatura minima di 17/18 mesi, il nostro prosciutto si presenta intero, con osso o disossato, con pezzature variabili fra i 6 e i 10 kg. Altrimenti puoi trovare i comodi tranci di prosciutto, confezionati sottovuoto, che partono da 1 kg e possono arrivare fino a 3,5 kg circa.

Ciascun prosciutto e ciascun trancio possono essere presentati in un pratico ed elegante cofanetto bianco serigrafato.

Per Natale, prova un “dolce” diverso.  Prova il prosciutto dolce di “Attilio Fontana Montagnana”.

Luglio 2017. Si è preso, dunque, il suo meritato riposo.

Era stato assunto il 12 gennaio 1970, fresco quattordicenne, al posto di una colonna della nostra azienda, Gino Nastasio.

Ha iniziato subito ad apprendere i segreti del mestiere, sotto la guida severa degli uomini della vecchia guardia che lui, con stima ma con qualche timore reverenziale, definiva i “caporali”, Artemio e Giovanni.

Dapprima si è dedicato al lavoro all’epoca più ostico, il salatore. Non esistevano allora i sofisticati macchinari d’oggi; bisognava sfregare la cotenna dei prosciutti a mano, con “olio di gomito”, battere gli stessi (oggi una macchina li “massaggia” delicatamente) con un robusto mattarello per favorire l’assorbimento del sale e far uscire il sangue residuo dai vasi femorali.  Il tutto veniva effettuato all’interno delle celle frigorifere, ad una temperatura decisamente invernale che non superava i 4 gradi. Al posto delle odierne calzature di sicurezza, morbide, antiscivolo, antishock elettrico, con rassicuranti puntali di protezione, si indossavano le “sgiavare” o “sgalmare”, rigidissimi e pesantissimi zoccoloni in legno ricoperti di cuoio nella versione “lusso”.

Invece dei guanti monouso di oggi, con inserto in cotone, si adottava uno stratagemma comunque efficace; della serie “del maiale non si butta niente” si prendevano due orecchie, si cucivano fra di loro e ne risultava una praticissima manopola che lasciava scoperto solo il pollice. Con quei proto-guanti – autoconservanti ad autoammorbidenti –  si praticava un salutare massaggio alle cosce fresche. E non si consumavano mai.

Nel 1976 la naja, proprio nel cratere del terremoto in Friuli. La sua caserma è stata rasa al suolo.

Al ritorno, acquisita una maggiore autonomia nel reparto salatura, si è messo alle “dipendenze” di Cesare Andriolo per apprendere anche il delicato lavoro della selezione, della disossatura e delle spedizioni, fino a diventarne il responsabile al pensionamento di quest’ultimo. La foto realizzata da Fulvio Roiter che lo ha fortemente voluto immortalare in mezzo ai prosciutti è certamente il più bel riconoscimento al suo lavoro.

Per stacco generazionale, si può dire che Moreno sia stato il primo non appartenente alla vecchia guardia, fatta di persone entrate in azienda dopo le primissime maestranze, a cavallo o subito dopo il secondo conflitto mondiale.

Nel 2010 ha maturato i requisiti per la pensione, ma l’età relativamente giovane, l’ottima salute e la passione lo hanno indotto a restare con noi, con una più rispettosa formula part-time, per altri sette anni.

Avrebbe voluto – e noi con lui – raggiungere i 50 anni di lavoro sempre da Fontana. Ma la scelta, saggia e razionale, di godersi per intero il meritato riposo ha prevalso sulla passione. Sappiamo poi benissimo che Moreno, come tutti quelli che lo hanno preceduto in azienda, non resterà con le mani in mano. Qualcosa da fare lo troverà sempre, senza l’assillo degli orari da rispettare.

Grazie, Moreno, grazie di tutto. Ed ora riposati un pochino.